• Edoardo Marazita

NON CORRETE CON LE GAMBE. CORRETE CON LA TESTA!


Alla fine del set dell'ultimo lavoro, riguardando la valanga di foto che come ogni volta mi ritrovo da anni sul cellulare, questa in particolare, mi ha sollecitato alcuni pensieri. Mi guardo e non posso non sorridere, ripensando al mio passato professionale. Quando cominciai a frequentare i set cinematografici ero uno smilzo, un magro e ossuto giovanotto, sprizzante energia, convinto che più avessi corso veloce davanti alla richiesta di un tecnico, più mi sarei fatto notare. La velocità per me era lo strumento della mia personale affermazione di volontà. Guardate come corro, capirete quanto sono determinato. Il tempo mi avrebbe fatto capire che sbagliavo. Soprattutto me lo fecero capire quei "maestri", dei macchinisti, degli elettricisti... Omoni corpulenti, alcuni panciuti, dall'indolenza evidente. Sul set non si corre con le gambe ma con la testa! Li vedevo, in effetti, calmi, placidi, davanti alla follia nervosa e stringente delle operazioni di cambio lente, luci, scenografia, spostamenti, set up... Io col fiatone a 20 anni, loro efficienti e sempre primi rispetto a me, a quaranta e cinquant'anni!!

Questa foto mi ha fatto sorridere, dicevo. Mi guardo su quella scala, in piena "baraonda set", e mi scopro placido, sereno, poggiato al passamano di una scala, mentre messaggio sul cellulare. Aspetto questo interessante. Avere il tempo di pensare a cosa scrivere mentre segui le operazioni di preparazione del set. Dietro di me, giovani, proprio come ero io allora. Corrono, volano, sudano, hanno il fiatone! Io mi guardo. I capelli imbiancati, corpo che certo non direi longilineo, del tutto somigliante a quei maestri che osservavo placidamente poggiati sui muretti tra un ciack e l'altro. Questa foto più delle centinaia di altre che conservo, mi ha fatto vedere che il tempo è passato. Cari vecchi maestri, caro Danilo, caro Mario, caro Riccardo, caro Leone, caro Signor Allegrini... voi forse oggi neppure vi ricordate di me, ma io si, e vorrei dirvi che in questo momento, guardando questa foto, avevate ragione. Mi dicevate, vedrai che ce la fai, vedrai che se insisti ce la fai... ma


"a bello... nun devi core sul set... sul set se cammina... devi core co la testa... devi vedè che succede e capì quello che devi fa prima che t' ooo chiede il capo tuo!"


E ora eccomi la. Dopo 27 anni di cinema. Seduto a bere una birra fresca dopo una giornata lunga e tesa. Davanti a ragazzi che hanno vent'anni meno di me. Mi guardano e riconosco nel loro sguardo quello che fu il mio. Il desiderio di sentirsi dire che hanno lavorato bene. La voglia di sapere, di capire. La speranza che tu possa dire loro che li chiamerai a lavorare. Lo vedo e lo riconosco. A parti invertite. Perché alla fine di qualunque discorso, questo è un mestiere folle! Duro e difficile. Non per tutti. Occorre grande determinazione, una buona dose di fortuna, e qualche "maestro" capace di illuminarti la strada. Alla fine, questo, è un mestiere di trasmissione dell'esperienza. Ieri era il mio turno imparare, oggi il mio dovere è aiutare chi prenderà il mio posto. Funziona così. E' la vita.


Eccomi allora su quella scala. Capelli imbiancati, una pancetta che nessuna maglietta può nascondere, lo sguardo concentrato. Ma quella gamba piegata, dice che tutto sommato sono tranquillo. Il set va. Il motore parte. SET! E azione! buon cinema a tutti ragazzi! Buon cinema Jacopo, Samuele, Pietro, Giergji, Vincent, Francesco, Luca, Paolo... ce la farete. Solo... non correte con le gambe... correte con la testa!






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