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  • Immagine del redattoreEdoardo Marazita

23 maggio 1992, l'allenatore che non deva vincere! Giovanni Falcone!


Giovanni Falcone

Oggi si indignano.


Vi racconto una storia. La storia di un calciatore italiano. Cresciuto nel calcio fin da bambino, divenuto un calciatore professionista, il più giovane a divenire titolare di una blasonata squadra di serie A, il più giovane ad aver vinto il premio come capo cannoniere, poi il pallone d’oro (invento), poi divenuto allenatore, e come allenatore infrange ogni record. Scudetto, coppa dei campioni, coppa Italia, coppa dei campioni, coppa del nonno, San Remo, e perfino l’isola dei famosi! Che fai? Lo mandi ad allenare la nazionale? Invece no! In nazionale ci mandi un giocatore di biliardo! Oh! Sempre di palle si tratta! Non trovate?

Ecco, questa è esattamente la storia di Giovanni Falcone.


Oggi si indignano!


Giovanni Falcone si laurea giovanissimo e diventa il più giovane magistrato italiano. Cresce professionalmente e viene riconosciuto a livello internazionale. L’America ce lo invidia. La FBI collabora con lui per l’imponente operazione “Pizza Connection”. FBI adotta il “metodo Falcone”. Vado veloce. Falcone è il magistrato di punta del Pool Antimafia, voluto da Rocco Chinnici (capo dell’ufficio Istruzione, ucciso a Palermo il 29 Luglio 1983, con un auto bomba piazzata sotto casa). Insieme al successore di quest’ultimo, Antonino Caponnetto, e i colleghi istruttori, Paolo Borsellino, Leonardo Guarnotta e Giuseppe di Lello, conduce le inchieste che porteranno al Maxi Processo. Un’opera d’arte giudiziaria. Il più grande processo europeo fino a quel momento. Per la prima volta, grazie al suo lavoro e quello del Pool, oltre 400 mafiosi compresi i capi mafia vengono messi in galera. 2655 anni di galera e 19 ergastoli. La mafia con la sentenza della Cassazione del 1992 viene sostanzialmente decapitata. Non solo. Da un punto di vista culturale e sociale, questo ha un impatto fondamentale: si dimostra che la mafia non è “un modo di fare”, non sono “banditi”, ma un’organizzazione militare, verticistica, e infiltrata in ogni organo dello Stato. Sarà pure  un successo del Pool, ma l’anima di questo successo è Giovanni Falcone. Ossia quell’allenatore di cui sopra. E quindi che fai! Promuovi Falcone a capo dell’Ufficio Istruzione, al posto dell’ormai anziano Caponnetto! Puoi guardarti attorno quanto ti pare, ma nessuno è più meritevole di Giovanni Falcone. Non lo dicono i numeri, lo dice la logica. Anche un bambino si aspetterebbe quell’allenatore in Nazionale.


Oggi si indignano.


E allora? All’ufficio Istruzione promuovi Antonino Meli, che di mafia si è occupato praticamente MAI! Un giocatore di Biliardo! E vi pare strano? Le conseguenze sono semplici e tanto assurde da essere banali, sempre di “palle” si tratta no?   Il Pool viene smantellato. Gli uomini che hanno per la prima volta combattuto e sconfitto Cosa Nostra, tornano ad occuparsi di motorini rubati e furto di angurie su una bancarella del mercato! Del resto, la mafia è sconfitta no?


E oggi si indignano.


Quell’allenatore, Falcone, manda giù il boccone amaro e si fa un fegato grosso quanto l'iceberg che ha affondato il Titanic! Del resto c’è ancora il posto come Alto Commissario per la lotta alla mafia. E come no? C’è, ma viene assegnato a Gian Domenico Sica. E va bene. Altro boccone amaro e il fegato ingrossa! Facciamoli fare almeno la Super Procura. Un organo che centralizzi le inchieste sulla mafia, che metta insieme uomini esperti e unisca le Forze dell’Ordine in operazioni congiunte, così forse la smetteranno di muoversi a casaccio, Polizia, Carabinieri, Finanza. E ma… e ma… Aspetta. Non facciamola facile! Falcone viene accusato di essersi venduto a Martelli, di voler fare politica e carriera. "di essere andato a Roma"!  Qualcuno definisce l’idea della Super Procura, una seconda cupola mafiosa.

E poi… e poi ci sono le famose lettere del “corvo”. Lettere nelle quali addirittura Falcone avrebbe usato un pentito, Contorno, per commissionare omicidi contro i corleonesi.


E oggi si indignano!


Ma finalmente dopo tanto veleno, delusione, isolamento, e fango, la superprocura si fa.

E Giovanni Falcone la dirigerà. No! Aspettate un momento! Quell’allenatore, la Nazionale non deve proprio allenarla! E se non si può fermare con “le carte”, andrà fermato in altro modo. E quale modo migliore che usare 500 kg di tritolo e far saltare un’autostrada! Oh del resto dimenticavo. Cosa nostra ci aveva provato già. o no? MA si...con quel borsone pieno di tritolo lasciato sulle scale della villa dell’Addaura dove Falcone si rilassava qualche ora, ma che per una “sfortunata circostanza”  l’innesco non era entrato in funzione  e Falcone se l’era scampata! No! La mafia "non sbaglia"! La versione è che quel borsone lo aveva piazzato proprio lui, Giovanni Falcone medesimo. E chi non si fa un finto attentato per fare carriera, e in effetti come abbiamo visto stava funzionando! Quindi cosa vuoi, caro Falcone, l’idea dell’attentato, l’hai data tu alla mafia!


Quindi oggi, 23 maggio 1992  alle ore 17:57 l’osservatorio sismico registra una forte scossa. Un terremoto. Quasi. Quello, almeno per quanto riguarda la coscienza popolare,  verrà subito dopo l’esplosione. E così allo svincolo per Capaci, si conclude  la storia di quel calciatore divenuto il più bravo allenatore, finito in una voragine di asfalto cemento e terra, di sabato, “il giorno prima delle partite”!


E oggi si indignano!


Metteranno una corona d’alloro ai piedi della stele sull’autostrada, nel punto dell’attentato, faranno un saluto militare, diranno che l’Italia non dimentica i suoi martiri (sventurato il Pese che ha bisogno di martiri!), che la lotta continua…. E si indigneranno.

Ho una domanda. Sempre la stessa: “per quale cazzo di motivo vi indignate!?”. Sono 30 anni che manca questa risposta. Ma hei! Quest’anno ci sono gli Europei di calcio! Allora… “fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…! MMMMHAAAA!

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