Breve graphic novel sulla dolorosa vicenda dell'attentato del 19 luglio 1992. Il giudice Paolo Borsellino insieme agli uomini della sua scorta, quella domenica vengono uccisi alle 16:58:20. Il racconto si ferma come congelato nell'istante esatto dell'esplosione.  "Paolo" sembra essere ancora in grado di formulare pensieri, ricordi, vivere emozioni. Ispirato dal, non a, libro di Ruggero Cappuccio "Paolo Borsellino, essendo Stato", che consiglio vivamente. Un modo per ricordare l'uomo prima del magistrato, per continuare ad interrogarsi sul senso profondo della responsabilità morale che abbiamo, nei confronti di noi stessi, se non vogliamo continuare ad essere vittime della bugia di Stato.

Disponibile sullo store Amazon. Un testo quasi ontologico sui principi fondamentali del fenomeno dell'organizzazione in genere prima, e declinato al cinema poi. Un percorso approfondito attraverso il principio di "identità del progetto". Altro elemento fondante è il gruppo inteso come organismo unitario di gestione del progetto. Le strategie competitive, cooperative e non competitive. Concetti di comportamento nel flusso e nell'industria della produzione cinematografica come impresa temporanea. Il conflitto e i suoi elementi costitutivi. Questo testo NON E' UN MANUALE GESTIONALE, è un pamphlet di approfondimento teorico che consegna una conoscenza completa utile a quanti producono film, ma più in genere a quanti affrontano lo studio di moderni modelli di progettazione e analisi. Il testo sarà il riferimento a compendio del percorso di studi dell'indirizzo di Organizzazione, per il terzo anno accademico 2020/2021. Come al solito, per gli studenti di Accademia Cinema Toscana, il testo è disponibile gratuitamente e integralmente in pdf

di che mafia sei

Il nuovo libro oggi disponibile su Amazon. 
Questo periodo dell'anno è il momento in cui chiudo con una pubblicazione dedicata, il mio lavoro di ricerca e approfondimento sulla mafia siciliana. In questo nuovo volume, sono principalmente raccolti, articoli e brevi saggi pubblicati in rete e oggetto di seminari e dibattiti. L'eterogeneità del contesto trova un elemento comune nella centralità della Trattativa Stato Mafia, che torna in molti capitoli del libro perché naturalmente collegata a vicende diverse ma comprensibili solo se si riconosce che detta Trattativa, nelle forme e nei modi fino ad ora noti attraverso la sentenza di primo grado, è in effetti esistita ed ha caratterizzato e orientato il "patto sporco" che molti illustri accademici continuano ancora a negare. Due inchieste presenti nel volume. La prima su Attilio Manca, il giovane chirurgo, trovato morto nel 2004, del quale si potrebbe essere certi abbia "intercettato Provenzano" se l'inchiesta non fosse stata condotta attraverso oscure macchinazioni e una superficiale condotta. L'altra su Luigi Ilardo, l'infiltrato mafioso che condusse il ROS di Mario Mori, ad un passo dalla cattura di Provenzano, misteriosamente lasciato fuggire. Ilardo fu poi ucciso poco dopo. Il libro presenta poi una parte piccola di breve narrativa di genere, perché questa mi è sorta come spontanea necessità di "evasione" dalla realtà inconfutabile, quale strumento anche di immaginario riscatto. Ancora si possono trovare brevi saggi sulla psicopatologia mafiosa e un'analisi storica, delle origini arcaiche del fenomeno, che vuole scardinare il mito romantico della "mafia buona". In occasione della pubblicazione poi, si è potuto assistere alla desecretazione di atti di inchiesta da parte della Commissione Parlamentare antimafia. E' stato un momento storico, destinato a mettere in discussione gran parte della letteratura di genere, che ho voluto celebrare con la trascrizione di una breve deposizione del Giudice Borsellino, proprio presso la Commissione. Questo lavoro si aggiunge ai segnali sulla strada della consapevolezza del fenomeno criminale, e vuole essere uno strumento di suggerimento per quanti non conoscono e vogliono cominciare a farlo a partire anche dalla giurisprudenza.

seconda edizione

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Il Cinema come sistema di racconto ha attraversato il tempo in un contesto mai scisso dalla sua naturale contemporaneità, in stretta relazione alla società e alla cultura nella quale è fisiologicamente calato. Esso è stato in grado di modificare gli stili di vita e ha suggerito modelli e riferimenti. È natura liquida quindi che si muove assecondando e costruendo, innovando e recuperando.

Non può essere diverso per il processo produttivo alla base della creazione di un film.

I moderni sistemi di organizzazione dei fenomeni umani, nei gruppi operativi, influenzano l’intera sfera della produzione, e non possono per questo esulare dall’esperienza produttiva del cinema. Ruoli e professionalità sono modificati nelle premesse e negli sviluppi, in una potenzialità di attività che ieri erano chiuse ermeticamente in ambiti indipendenti ed esclusivi.

Il film oggi, “non esiste”! Una successione numerica di numeri lo ha trasfigurato in un codice che non ha contenitore, ma si muove invisibile nello spazio e nel tempo, trasferendosi da una mano allo schermo della tv…

 

Così dunque è oggi la produzione di un film. Liquida e disposta ai nuovi modelli organizzativi. Rapida e determinata al risultato.

Non è una dichiarazione di sconfitta! Al contrario! E’ una affermazione piena e gloriosa di sentirsi vivi in un mestiere vivo che non ha ancora detto tutto!

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Una serie di riflessioni utili a quanti si occupano di immagine dalla fotografia al video. Alcune analisi estetiche ed ontologiche sulla natura dell'immagine nei contesti sociali evoluti e nei sistemi di rappresentazione. Dal "segno" al digitale, un piccolo ma ricco percorso di stimoli per chi voglia guardare alla costruzione di immagini con una attenzione alla natura delle cose alla base di ogni esperienza d'autore

Dove l’istruzione di processi a carico di imputati trova riscontri fragili o bisognosi di successivi passaggi di indagine l’informazione cerchi lo spazio per colmare le distanze tra un’opinione e un reale dato di fatto. Il limite che spesso ha rappresentato anche la chiave di delegittimazione dell’informazione consiste nella sua impossibilità di porsi come oggettiva verità universalmente riconosciuta se non attraverso la sedimentazione storico culturale dei fatti raccontati  e quindi mai in chiave contemporanea che può solo sviluppare teoremi. Questo però non deve diventare lo strumento per confutare l’importanza di collegamenti chiave che la ricerca giornalistica e documentaristica pongono all’attenzione delle opinioni. Tutt’altro. Deve essere il contributo necessario che colma il vuoto giuridico e che si pone come traino al suo stesso motivo di revisione e completamento.

seconda edizione