IL Governo non fa niente!!

August 30, 2019

 

E' abitudine tutta nostrana quella di non fare distinguo tra le autorità e le competenze in materia di lotta alla criminalità. In particolar modo, occupandomi di mafia, mi è capitato spesso di dover assumere posizioni critiche verso la retorica dell'assenza delle Istituzioni. Non sono certo tra quelli che difendono l'operato dei governi (il plurale ormai è d'obbligo) a spada tratta. E' chiaro e storico ormai quanto siano stati latitanti (nel migliore dei casi) quegli organi che devono dare impulso alla lotta alle mafie, ma non posso non fare una distinzione utile a comprendere i ruoli  e le competenze. 

Il Governo ha il compito di fornire le leggi attraverso il Parlamento,  utili alla costruzione di strumenti sempre più attuali e performanti per la lotta alla criminalità organizzata.  La magistratura poi ha l'onere di utilizzare lo strumento giusto. Non sembri una semplicistica definizione di sistema. Quando si dice "il governo non fa nulla" dovremmo avere almeno la consapevolezza di conoscere gli strumenti che invece esistono e proprio il Governo ha stabilito e consegnato alla magistratura. In secondo luogo, gli organi inquirenti non hanno smesso di lavorare contro la mafie/mafie da quel 1992 infame nel quale si identificò chiaramente e direi "finalmente" un vuoto morale che coglieva principalmente l'opinione pubblica. Ecco il punto più importante. 

 

Nulla può fare l'operazione di repressione delle magistrature se non si accompagna questa con un nuovo atteggiamento morale che appartenga all'intero Paese. In sostanza mi domanderei meglio: "cosa abbiamo fatto tutti" dopo la sentenza sul processo Stato mafia!?. Quanti di noi hanno letto le motivazioni pubblicate e rese disponibili, il 19 luglio 2018? Capisco che si tratti di 5000 pagine e più, ma esistono sunti e testi che aiutano ad informarsi. Siamo un Paese che mette all'indice la classe politica senza preoccuparsi di comprendere i fenomeni e tenersi informati sui fatti. 

 

Chi non conosce è vittima della retorica e non ha capacità di discernimento. Chi non ha la volontà di conoscere e informarsi dovrebbe perdere il diritto a parlare!

 

Sono critico in questo post, e non mi appartiene nello stile, puntare il dito sulla "società civile", ma proveniamo da un lungo periodo di libera critica sui fatti politici e di cronaca. Gli attacchi alle navi delle ong che trasportano migranti, sono la panacea di facebook (motivo per il quale ho deciso di disattivarlo). Una folla urlante che ogni giorno chiede a gran voce la vittima da mettere al rogo! 

 

Così pure per quanto riguarda la questione della lotta alla mafia. Fu detto che il movimento di rifiuto del sistema mafioso doveva passare prima di tutto tra la gente e dalla gente della strada. Se si continua a pagare il pizzo a Palermo, non è un fatto di legge. Quella esiste e prevede pene severe. Deve esistere però una nuova forma di complicità e contiguità. Sana. Una forma di "affiliazione morale" non più a favore della mafia ma della legalità! 

 

La paura! Ecco lo strumento preferito da Cosa nostra. La paura però è una questione di conoscenza e cultura. La paura coglie chi è impreparato. La paura genera ignoranza e si nutre di ignoranza. 

 

Così ci tocca assistere alle commemorazioni nelle quali si accusano i politici di ricordare una volta all'anno le vittime della mafia. Ma NOI!?? Durante tutto l'anno, cosa facciamo? rifiutiamo i compromessi? Le raccomandazioni? Non esercitiamo il nostro piccolo potere? 

 

La mafia si combatte nelle strade, con atteggiamenti di netto rifiuto e desiderio di legalità e giustizia. Non credo al discorso stupido del "tanto NOI cosa possiamo fare?" . La base e il terreno di azione della mafia non sono principalmente le Istituzioni ma la società così detta civile che consente attraverso l'omertà e l'assoggettamento spesso per proprio interesse, alla mafia di prosperare e rigenerarsi. 

 

Per una volta, si salga sul banco degli imputati. Anche per vedere come si sta!.

 

 

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