Cosa dicono i pentiti su Calogero Mannino

August 13, 2019

In proposito, sono stati raccolte le seguenti prove dichiarative:

 

 

 

BRUSCA GIOVANNI
Dalle dichiarazioni di Brusca Giovanni si trae la conferma del risentimento di Salvatore Riina nei confronti di Mannino per non essersi questi interessato per «aggiustare» il maxi processo ("Ma per quello che so io credo che ci fossero altre lamentele. ma principalmente quello che so io che non si era interessato per l'esito del Maxi... del "Maxi ..... ... ... so che c'era questa lamentela nei confronti dell'onorevole Mannino, che non si adoperava come voleva Salvatore Riina .... .... . ... Però attenzione c 'erano anche altre... c 'erano anche le lamentele degli agrigentini, quindi io non conosco tutta la storia del ma ... una principale io questo lo so perché l 'ho vissuto in prima persona") e che era stato deciso, quindi, di uccidere anche Mannino ("In questa riunione a casa di Guddo Salvatore, in funzione di quanto era stato discusso si parla di mettere in atto già i fatti esecutivi e quindi si fa il nome del dottor Falcone, già Lima era stato ucciso, Andò, Mannino... "), tanto che egli aveva personalmente ricevuto l'incarico di eseguire quel delitto, incarico poi revocato improvvisamente alla vigilia della strage di via D'Amelio (" .. . dopo la strage di Capaci mi aveva dato il mandato per uccidere l'onorevole Mannino. come ho detto poco fa. A un dato punto, tramite Biondino, mi revoca il mandato ed io provvedo per fare altre cose, però non mi dice ... ... .... il mandato me lo dà. credo, nel secondo ... primo o secondo incontro dopo Capaci.... ... .. . .Il mandato, siamo sempre là, intorno
ai quindici, dieci giorni, otto giorni, venti giorni prima della strage di via D'Amelio. Biondino, attraverso Nino Gioè che neanche io lo vedo, mi dice di fermare per quanto riguarda l'attentato ai danni ... ... ..... E non saprò mai per quale motivo mi revoca questo mandato ... .... .... Allora, io non ho visto, Riina non mi ha mandato a me e a me mi ha detto. Nino Gioè mi ha detto che si era incontrato con Biondino che a sua volta dice: "Fermati". Perché dico Biondino? Perché Biondino sapeva che io avevo dato l'incarico a Gioè e a La Barbera di cominciare a studiare le abitudini del... che qualcosa già l'avevano trovata, però ancora ci voleva tempo per poterlo... .... . .... Principalmente le abitudini e poi stavo cominciando a prepararmi per quelle che erano le attrezzature, il telecomando che non ci voleva niente a procurarmelo, tanto l'esplosivo era disponibile, me l'aveva mandato ... o mandato o me lo stava mandando Biondino Salvatore, che lui aveva un sacco di disponibilità ... ... . .... Stavamo studiando le volte che lui andava nelle segreterie a Palermo, non mi ricordo o se è in via Zandonai o vicino alla Camera di Commercio di Palermo,
dove c'era o una o altra segreteria, comunque sapevamo che frequentava questi posti, almeno già avevamo queste due notizie, Gioè, non mi ricordo, attraverso un suo amico, comunque già eravamo riusciti ad individuare questi posti, però subito dopo ci ha revocato il mandato .... .... .... io non ho visto Biondini direttamente, però attraverso lui mi mandò il no, non il motivo perché ... quale
motivo, non l 'ho saputo più e neanche mi ha detto: "Fai questo, fai quell'altro ", punto. Anche perché era Riina che gestiva tutti le altre azioni criminali, che ero io?.. .... . .. Cioè, chiudiamo l'argomento e dire "Non si deve fare Mannino ". Ma io "ci sono altri obiettivi da colpire" mi riferisco alla riunione fatta dopo Lima, dove stabiliscono una serie di obiettivi da colpire, quindi mi dice di fermarmi questo, però non so se ci sono altri. Tre giorni prima di incontrarci e della strage di via D'Amelio, in occasione dell'omicidio di Vincenzo Milazzo e Antonella Bonomo, io da Castellammare, dove abbiamo commesso il fatto, mi reco a Palermo perché dovevo distruggere la BMW di Antonella Bonomo e mi reco da Biondino Salvatore a dirgli: "Mi puoi dare una mano d'aiuto per potere distruggere questa macchina?" e lui mi dice di no. Dopodiché gli dico: "Fagli sapere a Totò Riina che ho commesso l'omicidio di Vincenzo Milazzo ", perché lui si ci vedeva tutti i giorni, era il primo punto di riferimento. Dice: "Va bene" e mi risponde, dice: "Siamo sotto lavoro"........ ... E lì dentro c'era, a discutere con lui c'era Giuseppe Graviano e Carlo Greco. Dopodiché mi ci metto a disposizione "Hai bisogno di aiuto?" dice: "No, grazie" e me ne vado. Dopo tre giorni sono a Castellammare, che sono insieme a Gioacchino La Barbera, altri miei parenti e quant'altro, dalla televisione apprendo dell'attentato ed io alla presenza di Gioacchino La Barbera e Gioè dico: "Mi', presto ficiru", cioè, nel senso "da quando me l'hanno detto erano tre giorni", in base a quello che avevamo passato noi per Capaci che abbiamo aspettato tre settimane per potere colpire, perché lui mi ha detto: "Stiamo facendo questo, stiamo facendo quell'altro ". Quindi, dico: "Presto hanno fatto ", secondo questa mia ricostruzione mentale, punto").

 

 

GIUFFRE' ANTONINO
Giuffrè Antonino ha confermato, quindi, che nella lista dei soggetti che Riina intendeva uccidere e di cui si parlò in sede di "commissione provinciale" v'era, appunto, anche l'On. Mannino ("lo ho partecipato alla riunione in Cosa Nostra del dicembre del 91, se la memoria non mi inganna, dove appositamente c'è stata la famosa riunione della resa di conti tra Cosa Nostra e le persone ostili a
Cosa Nostra, tra cui i politici da un lato e tra cui Salvo Lima e altri politici, e la resa dei conti nei confronti dei Magistrati, quali Falcone e Borsellino. Questo è stato fatto in una famosa riunione del 91, del dicembre del 91. Tanto è vero che poi nel 92 ci sarà l'uccisione di Lima e del dottore Borsellino, del dottore Falcone, eccetera, eccetera. Da tenere presente che nella lista dei politici vi
erano ... Non vi era solo Lima, ma vi erano i Salvo, che poi Ignazio Salvo è stato ucciso, Mannino, Vizzini, Andò e altri personaggi importanti nell'ambito politico, appositamente per il discorso che era partito politicamente della inaffidabilità, ed ecco il discorso dell'87, quando c'è stato il cambiamento di rotta, venivano ... Erano stati considerati inaffidabili questi politici ... ... .... Il tutto poi diciamo si è enunciato sempre in quella riunione di cui abbiamo parlato, dal dicembre del 91, sulla resa dei conti, dove l'Onorevole Lima, l'Onorevole Andò e l'Onorevole Mannino e l'Onorevole Vizzini, questi sono i nomi che io mi vado a ricordare, e in più Falcone, il dottore Falcone e il dottore Borsellino, in quella data di cui ho detto, nel dicembre del 91 ... ").
E' appena il caso di sottolineare che, ai fini della credibilità delle propalazioni sul punto rese da Brusca e Giuffrè e della c.d. convergenza del molteplice, come già sopra osservato, appare di scarso rilievo il fatto che i ricordi dei predetti siano discordi quanto alla esatta collocazione temporale e di luogo della riunione della "commissione provinciale" e ciò tenuto conto della molteplicità delle
riunioni cui entrambi i predetti esponenti mafiosi hanno partecipato, dei luoghi spesso diversi e comunicati all'ultimo momento nei quali si svolgevano le riunioni della "commissione" per ragioni di sicurezza dei suoi partecipanti e del lungo tempo trascorso da detta riunione al momento in cui Brusca e Giuffré hanno iniziato a rendere le proprie dichiarazioni (circa cinque anni il primo ed
oltre dieci anni il secondo).


D'altra parte, in proposito va, altresì osservato, da un lato, che le predette discordanze allontanano, innanzi tutto, ogni ragionevole dubbio di reciproche influenze e di progressivo allineamento dei dettagli originariamente divergenti di ciascuna dichiarazione; e, dall'altro, che non sarebbe giuridicamente corretto un esame delle dichiarazioni condotto in base ad un mero raffronto in astratto, teso esclusivamente a individuare i punti di divergenza al fine di desumerne l'inattendibilità, essendo, piuttosto, necessario che le dichiarazioni medesime siano esaminate congiuntamente in relazione al complessivo contenuto di fatto convergente che esprimono e valutate criticamente con riferimento alle eventuali divergenze che presentano, soprattutto quando, come nel caso in esame, non sussiste alcuna interferenza fattuale e logica tra le parti del narrato divergenti (l'esatta collocazione temporale e di luogo della "riunione" oltre che, in parte, l'elencazione dei partecipanti) e le rimanenti parti, intrinsecamente attendibili e adeguatamente riscontrate (il contenuto sostanziale delle decisioni adottate, da non confondere con le frasi nell'occasione pronunziate da Riina che, o perché profferite in un contesto di plurime partecipazioni o perché profferite separatamente in colloqui individuali, possono essere ricordate dall'uno anziché
dall'altro dei propalanti).

 

ONORATO FRANCESCO
Dalle dichiarazioni di Francesco Onorato si trae ulteriore conferma che anche l'On. Mannino, dopo l'On. Lima, avrebbe dovuto essere ucciso secondo l'indicazione di Salvatore Riina a causa dell'esito del maxi processo ("Allora, c'era tutta una lista che si dovevano fare ammazzare. A parte, se avesse avuto possibilità, Totò Riina li avesse ammazzati a tutti, diceva sempre così Salvatore Biondino e Salvatore Riina, che se avessero avuto possibilità, li avesse ammazzati a tutti i politici per quello che era successo, per la sentenza andata male del Maxi Processo. Però c'era una lista prioritaria di uccidere il Commissario Germanà, l'Onorevole Vizzini, Calogero Vizzini, era nella lista, di
cui io ho fatto pure le dichiarazioni quando ho collaborato, che si pedinava, ma era un po' difficile perché c'era l'elicottero che la mattina lo veniva a prendere .... ... ... Mannino, Calogero Mannino doveva essere ucciso, che prima se ne parlava bene. Di questo ne ho parlato pure quando ho collaborato, il Ministro Calogero Vizzini. Salvo Lima era il primo della lista .... ... ... la fonte è Salvatore Biondino, di cui è ambasciatore della Commissione ... ...... Il ruolo di Salvatore Biondino, nel 92 è capo mandamento e anche membro della Commissione, faceva parte della Commissione, e coordinatore di Commissione, perché lui coordinava pure la Commissione, lui mandava pure gli appuntamenti anche per coordinare la Commissione ... ... ... Queste sono cose che Salvatore
Biondino mi ha detto di fare e ho fatto. Dopo il 92, Salvatore Biondino riveste la carica sia come coordinatore, ma sia anche come capo mandamento e sia come regista, come regista di tutto quello che deve succedere in Cosa Nostra. Salvatore c'ha una lista di tutti quelli che devono essere ammazzati e diceva pure che se avesse possibilità li avesse ammazzati a tutti i politici dopo la sentenza di Cassazione. lo mi ricordo che si doveva fare l'omicidio Vizzini, mi ricordo che si doveva fare... Ma direttamente, io parlo direttamente con Salvatore Biondino ... .... ... Prima Totò Riina, detto da Salvatore Biondino, Totò Riina voleva ammazzato subito a Salvo Lima con il figlio se c'era possibilità e Andreotti con il figlio, questi erano i primi che dovevano morire e infatti è stato il primo Salvo Lima .... ....... Per quanto riguarda Mannino, si deve uccidere. Intanto quello che … Non è che si possono uccidere tutti in un giorno, perché poi ci vuole pure ... Ma man mano c'era questa lista di uccidere queste persone che ... ").


L'autorevolezza della fonte dell'Onorato, quel Salvatore Biondino che venne poi arrestato il 15 gennaio 1993 proprio in compagnia di Salvatore Riina, conferma ulteriormente, ove ve ne fosse bisogno, le propalazioni di Brusca e Giuffrè riguardo al piano criminoso deliberato dallo stesso Riina e ratificato dalla "commissione provinciale" di "cosa nostra".

 

 

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