Quei film così troppo film.

August 7, 2019

 

 

Mi occupo troppo poco di cinema sulla mafia, sulle mafie. Sebbene sia un docente di organizzazione del film, me ne occupo davvero poco. Rimedierò. Ma c'è un motivo. Il lavoro dello storico e del "ricercatore" in un argomento tanto vasto come Cosa nostra, deve essere un lavoro scientifico. Credo sia assolutamente indispensabile lavorare sulle fonti dirette e sulla base di una analisi sempre comparata con gli studi di antropologia e cultura popolare. E' evidente a conferma di ciò che se guardiamo al fenomeno delle quattro mafie in Italia, ci accorgiamo subito che quella che ha subito colpi quasi definitivi è la mafia della Sacra corona unita.

 

       Se da un lato la sua storia ha incontrato un territorio "refrattario" alla cultura dell'organizzazione criminale, e questo lo dico come Salentino orgoglioso, poiché la Puglia nasce come regione ricca, nella quale i possidenti terrieri non hanno abbandonato le terre ai campieri, ma le hanno controllate da vicino, costruendo occupazione e lavoro, se la cultura pugliese è un virtuoso mix di senso dello Stato e sentimento di legalità, dall'altro il motivo più logico e forse quello fondamentale, come dicevo, per la decrescita della Sacra corona unita, consiste nella sua stessa genealogia strutturale.

 

Nasce negli anni "70, quindi ieri, e nasce come risposta di contenimento alla colonizzazione mafiosa del territorio da parte delle mafie più note ed in particolare della Camorra di Cutolo. La Puglia cioè è apparsa come una regione fertile, priva di una mafia storica e antropologicamente radicata. Ricca e quindi appetibile. L'affiliazione del malavitoso per la Sacra corona unita, non è passata da quel complesso meccanismo di "pre pensiero" famigliare, di sviluppo nel tempo del modus mafioso, non ha avuto sostegno popolare e consenso. L'affiliazione mafiosa all'interno della Sacra corona unita è un fenomeno "spurio", sporco e caratterizzato da mercenarismo esasperato. La necessità di strutturarsi velocemente ha offerto a criminali di qualunque tipo ed estrazione, di farvi parte. Il "rito" estremamente complesso e forse più affascinante perfino di quello della 'Ndrangheta, non ha risolto il problema di una composizione organica della struttura umana dell'organizzazione. 

 

       Il mafioso siciliano nasce in una famiglia di mafiosi e vive nella disgregazione del suo "io - persona", perdendo ogni legame con i sentimenti umani della considerazione dell"altro" che non sia un affiliato. Le regole che formano l'individuo di mafia siciliana sono state talmente ineludibili da costruire sedimento dopo sedimento, strati impenetrabili della formazione psicologica non solo nell'affiliato ma anche nella popolazione "civile". Tutto questo non è avvenuto nella Sacra corona unita, e ha contribuito a generare fragilità nel sul terreno costitutivo e una predisposizione genetica alla  disgregazione, alla menzogna tra affiliati, e al solo esercizio del potere. Non poteva quindi durare, se a tutto quanto detto si aggiunge una energica azione dello Stato. 

 

 

     Quando vedo film che "vendono" il fascino del criminale come elemento drammatico del racconto di un anti eroe, quasi sempre "costretto" alla criminalità per bisogno, sono portato a storcere il naso. La favola del mafioso che si pone come paladino del debole è ormai confutata abbondantemente. A questo si aggiungono le inesattezze di tempo e luoghi, di protagonisti e fatti. 

Non voglio essere scambiato per lo studioso pignolo che sebbene conosca le regole del cinema vorrebbe film sempre aderenti alle vicende, che ne farebbero più un protocollo documentaristico che di fiction, ma credo che proprio per il potere persuasivo del film, questo dovrebbe tendere ad una ricostruzione fedele delle cose. 

 

Qualche tempo fa alcuni studenti, parlandomi della serie tv "il capo dei capi" , mi confidavano che d'abitudine, scorrevano velocemente le scene nelle quali si poteva assistere al lavoro dei giudici, attendendo invece di "godere" delle scene nelle quali si assiste alle faide criminali e alla manifestazione potente dell'affermazione dei boss. A questo va aggiunto che da una analisi da me compiuta su oltre 3000 ore di film, emerge come le vicende storiche siano "piegate" a favore delle esigenze cinematografiche, anche dichiarando falsità che non so se sono frutto di impreparazione e approssimazione o volontà. Personaggi che commettono omicidi mai commessi, e date e ricorrenze alterate per meglio aderire al racconto filmico, a mio giudizio non fanno bene. 

 

Certe "cose" non possono essere oggetto di trasfigurazione. Possono raccontarsi attraverso stili diversi, questo si, possono perfino far ridere, ma non dovrebbero alimentare confusione o peggio, inesattezze fino ad errori gravi che raccontano un'altra storia.

 

Basta semplicemente guardare ai fatti. la storia della criminalità siciliana, è piena di drammi altissimi e momenti dalla comicità (drammatica) talmente già perfetti che non hanno bisogno di altre invenzioni.

 

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