Di che mafia sei.

August 2, 2019

Di che mafia sei.

 

 

Il nuovo libro oggi disponibile su Amazon. 
Questo periodo dell'anno è il momento in cui chiudo con una pubblicazione dedicata, il mio lavoro di ricerca e approfondimento sulla mafia siciliana. In questo nuovo volume, sono principalmente raccolti, articoli e brevi saggi pubblicati in rete e oggetto di seminari e dibattiti. L'eterogeneità del contesto trova un elemento comune nella centralità della Trattativa Stato Mafia, che torna in molti capitoli del libro perché naturalmente collegata a vicende diverse ma comprensibili solo se si riconosce che detta Trattativa, nelle forme e nei modi fino ad ora noti attraverso la sentenza di primo grado, è in effetti esistita ed ha caratterizzato e orientato il "patto sporco" che molti illustri accademici continuano ancora a negare. Due inchieste presenti nel volume. La prima su Attilio Manca, il giovane chirurgo, trovato morto nel 2004, del quale si potrebbe essere certi abbia "intercettato Provenzano" se l'inchiesta non fosse stata condotta attraverso oscure macchinazioni e una superficiale condotta. L'altra su Luigi Ilardo, l'infiltrato mafioso che condusse il ROS di Mario Mori, ad un passo dalla cattura di Provenzano, misteriosamente lasciato fuggire. Ilardo fu poi ucciso poco dopo. Il libro presenta poi una parte piccola di breve narrativa di genere, perché questa mi è sorta come spontanea necessità di "evasione" dalla realtà inconfutabile, quale strumento anche di immaginario riscatto. Ancora si possono trovare brevi saggi sulla psicopatologia mafiosa e un'analisi storica, delle origini arcaiche del fenomeno, che vuole scardinare il mito romantico della "mafia buona". In occasione della pubblicazione poi, si è potuto assistere alla desecretazione di atti di inchiesta da parte della Commissione Parlamentare antimafia. E' stato un momento storico, destinato a mettere in discussione gran parte della letteratura di genere, che ho voluto celebrare con la trascrizione di una breve deposizione del Giudice Borsellino, proprio presso la Commissione. Questo lavoro si aggiunge ai segnali sulla strada della consapevolezza del fenomeno criminale, e vuole essere uno strumento di suggerimento per quanti non conoscono e vogliono cominciare a farlo a partire anche dalla giurisprudenza.

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