LA VENDETTA NON E' MAI UNA STRADA DRITTA

July 29, 2019

 

Ci risiamo. Il clima di terrore e rabbia che continuamente viene alimentato negli ultimi tempi in Italia, trova triste spazio e si nutre anche degli errori condannabili di forze dell'ordine che si rendono colpevoli di azioni di giustizia privata.  Lo scorso 25 luglio viene ucciso il Carabiniere Mario Cerciello Rega .  11 coltellate. Orribile. Le dinamiche sono ancora confuse e spuntano telefonate e racconti ancora da verificare. Quello che purtroppo è certo che il Carabiniere è morto mentre non faceva altro che il suo lavoro. "Non si può morire così" dicono i facili titoli retorici. Come si dovrebbe morire? Come muore un Carabiniere? Il suo lavoro è difficile e oggi non è certo quel lavoro che "la guardia in bicicletta" svolgeva quando di notte magari fermava un ladruncolo. Oggi esiste una diffusa "banalità del male" contro la quale occorre essere preparati. Non sono io a dover indicare quale sia la preparazione necessaria. Quel ragazzo che ha ucciso, chi è? Cosa scriveva sul suo profilo facebook e perché? Già! Ecco l'altra retorica dei social disorientanti. Ma non è del tutto retorica! Personalmente ho disconnesso il mio profilo perché non riuscivo più a leggere le invettive rabbiose e cariche di odio razziale, " a prescindere". I social sono un "luogo" nel quale non si ascolta ma si vomita odio e frustrazione personale. Questo giustifica un omicidio? Assolutamente no. Quel ragazzo deve essere assicurato alla giustizia e punito severamente e con lui forse bisognerebbe punire anche suo padre!! Ma una cosa è la tragedia di un Carabiniere morto perché svolgeva "il suo lavoro" e quella non era una circostanza rischiosa...forse...un conto è la giustizia privata che ci siamo abituati anche ad "inneggiare" come sfogo di una società che non riesce ad essere migliore dell'individuo. Confesso che se accadesse qualcosa a mio figlio, non andrei a denunciare rimettendomi alla giustizia o forse lo farei ma solo per costituirmi dopo essermi fatto giustizia e aver avuto vendetta. Ma io sono solo un uomo, fallibile e fragile. Lo Stato no! la Società no! Devono essere migliori di me. E allora cosa vuol dire quella foto del giovane bendato? Forse è stato vittima di pestaggio? (nda). Per evitare un nuovo caso "Cucchi" questa volta lo hanno bendato perché non riconoscesse "le guardie"? (nda) Non lo so! E perché postare la foto sui social? Per lo stesso motivo per cui ho detto prima, si tratta di luoghi nei quali si alimenta l'odio.

No. Lo Stato deve essere migliore. No! Un Carabiniere può anche morire ma la sua vendetta deve essere la giustizia. E giù allora con la facile retorica della legge inadeguata...dei giudici che rilasciano gli assassini...lo immagino. Tutto ciò non mi convince che sia giusto farsi giustizia. L'assassino? Lo vorrei pestare io con le mie mani!! Ma quello sono io! Non la legge. Non lo Stato. Non un Carabiniere. 

Quando morì nell'agguato mafioso Beppe Montana, i suoi colleghi furono presi da rabbia e si resero colpevoli della morte dei sospettati. Fu un momento drammatico. Quell'atto rischiava di compromettere il lavoro del Pool. In quella occasione, Ninni Cassarà, disperato per l'accaduto, si rivolse ai suoi poliziotti: "noi non siamo come loro!!!". Ecco la chiave e l'unica lettura. E' vero. Cassarà fu a sua volta ucciso...e allora...basta...scendiamo in strada con pistole e coltelli...vendichiamoci di chiunque si macchi di efferati reati ma anche di chi potrebbe solo compierli. Colpiamo preventivamente! La giustizia è morta! Diamoci una legge nostra! Quella della vendetta personale. 

Se vi sembra giusto, se vi sembra onorevole, se vi sembra di risolvere così lo stato di cose nel quale viviamo...allora fatelo! Facciamolo. Pronti però ad essere colpiti a nostra volta. Per un motivo qualunque...perché non si può regolamentare la vendetta, a meno che non si ricorra alla giustizia di Stato. A meno che...

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