Le storie di Accademia Cinema Toscana

May 3, 2019

Come ogni anno in questo periodo gli studenti di Accademia Cinema Toscana sono alle prese con gli esami. Il secondo ed in particolare il terzo si concentrano sulla scrittura, produzione e presentazione di un cortometraggio. E' affascinante per me seguire la crescita professionale e umana di questi "piccoli autori" che spero domani  racconteranno il cinema nuovo. Ogni anno le difficoltà che incontrano sembrano insormontabili e il nostro mantra da docenti e professionisti è sempre quello : vedrete che nella vita non sarà diverso!

A loro sembra impossibile a volte superare un ostacolo produttivo come l'assenza della giusta location, la mancanza di fondi che nessuno riterrà mai adeguati, la relazione di team sempre difficile da costruire. Vecchie storie insomma che ogni anno tornano. Quello che non torna però è l'esperienza unica di aver conosciuto persone diverse e diversamente interessanti. Le loro storie, quelle che vedremo sullo schermo, crescono con loro e con la loro ambizione di raccontare e affascinare. A volte ingenui, a volte perfino presuntuosi. Ma cos'è un autore se non un presuntuoso, come amo dire, uno cioè che presume di avere qualcosa da raccontare. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho seguito con passione un triennio di persone che tra poco meno di un mese vedrò andar via alla conquista del selvaggio west del cinema, in sella ai loro cavalli probabilmente. Questi ragazzi, arrivati con la curiosità immatura, con la suggestione e forse anche con la totale incoscienza, poco a poco si sono trasformati in "racconta storie". Registi sempre "ammalati" di egocentrismo artistico, fotografi occupati nell'esaltare la luce delle scene, romanzieri sognanti e tante volte in volo oltre le nuvole, produttori spaventati e insicuri. Il cinema trasforma tutto. E allora li rivedo ora alla fine del loro faticoso percorso: registi diplomatici, fotografi all'ascolto, e produttori caparbi e determinati. E' vero che davanti hanno ancora tutta una vita di terribili e faticose salite, ma con le scarpe giuste si può affrontare ogni cammino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per me allora, è piacevole, vederli trasformarsi, sudare per cambiare pelle. 

Il cinema mette davanti ad ognuno di noi uno specchio. Davanti a questo non possiamo mentire a noi stessi. Il cinema è lavorare per una storia che non esisteva e ora esiste. E' voler costruire un mondo possibile o improbabile, e chiudere con un "coming soon" la fatica di mesi e mesi.

I cortometraggi di questo anno accademico sono stati tutti in modo diverso, interessanti fin dalla loro scrittura. Le scene che per ora sono state girate sono il risultato di una produzione curata. 

 

E' compito mio, osservarli e sostenerli. Mio e dei colleghi docenti di Accademia Cinema Toscana con i quali di fregio di lavorare.  

E così finisco col pensare che in quei corti, forse c'è anche un po' di me. Di noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 31 maggio saranno tutti presentati in sala, il luogo migliore e il più naturale per godere degli sforzi. Seduto tra quelle poltrone, potrò immaginare di assistere alla nascita dei nuovi autori di quel cinema che ha sempre più bisogno di idee fresche e tanto tanto tanto coraggio. 

 

Edoardo Marazita. 

Docente di produzione e organizzazione.

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