PRODUZIONE COMPARATA

FILOSOFIA DELLO SCHERMO

SEMANTICA DELLA COMUNICAZIONE

LOGICA DELL'ORGANIZZAZIONE DEI GRUPPI

E' un percorso di studi basato sull'analisi del "gruppo" e sulle strategie di gestione dello stesso. In un gruppo, non inteso semplicemente come insieme di soggetti diversi, ma come organismo che possiede una sua personale organizzazione e struttura psicologica, e un'identità precisa, queste vanno indiiduate per comprendere quali possono essere le strategie produttivo organizzative che meglio sostengono l'attività del gruppo anche in relazione ad un insieme stesso di gruppi.

teoria dei flussi 

Ogni percorso di tipo organizzativo è un flusso di attività composte da singole azioni, in una consequenzialità che deve essere logica perché l'intero flusso conduca ad un risultato. Obiettivo del percorso su detti argomenti è consegnare gli strumenti teorico pratici di studio, conoscenza e progettazione di flussi efficenti ed efficaci.  Natura del flusso e natura delle azioni sono in relazione "Madre - Figlio/a" e vivono in simobiosi o non vinvono affatto.

 

Ho sempre voluto fare questo mestiere. Lo chiamo ancora mestiere perché a differenza del termine "lavoro" credo si tratti ancora di un'attività fatta di esperienza, quella che si tramanda. Quindi intendo il mestiere come l'pplicazione e la condivisione di conoscenza, mentre credo che il lavoro si identifichi con l'attività funzionale di svolgere una mansione, chiusa nell'obiettivo contingente di un risultato immediato. Mestiere è tradizione.

Quando ho deciso di "fare cinema", nel lontano ormai 1998, c'erano solo due strade. Studiare a Roma presso il Centro Sperimentale, sperando di trovare dopo gli studi una porta spalancata, (cosa non del tutto vera), o percorrere l'affollato corridoio della gavetta, cercando con fatica di trovare semmai quello spiraglio dal quale affacciarsi. Quando di me potevo finalmente dire che "ci ero riuscito" e questo coincideva con una presenza sul set, accanto a quella meravigliosa macchina da presa in pellicola, mi accorsi subito, voltandomi, che una folla armata di macchine digitali, si preparava all'assalto di quello che avevo sperato fosse il mio ambiente professionale. La festa stava per finire dunque. Non mi si tacci di "retorico e anziano dinosauro del cinema". Intendo dire che il sacrificio che porta al risultato contiene la consapevolezza acquisita per strada, di poter fare delle scelte che un mestiere come quello del cinema impone debbano essere mature e frutto appunto di una notevole preparazione. L'avvento del digitale e con esso il democratico accesso a questo mestiere, lo ha via via reso un lavoro. 

La mia esperienza è cresciuta principalmente in prima linea, nella produzione e nell'organizzazione del film. Questo ambito fin da subito mi ha affascinato molto più della regia e delle arti estetiche. Produrre per me significava "rendere possibile". Significava possedere la pietra filosofale che trasmuta l'inerte in materia vivente. Ed è vero mi pareva oscura questa magia! 

Ho imparato che produzione è un modo di pensare due mondi: uno tangibile e finito, della logica che porta all'individuazione delle connessioni tra gli eventi e ne costruisce il flusso organico delle successioni. Un'altro intangibile e infinito che riguarda l'imprevisto e la relazione con le persone che ancora rappresentano la materia meno plasmabile e più affascinante.

 

Ho avuto la fortuna di lavorare in ambiti che non avrei mai immaginato di poter neppure sfiorare. Ho lavorato con professionisti che mi hanno lasciato una eredità ricca e un bagaglio di conoscenze impagabili. 

 

Oggi ho deciso di dedicarmi professionalmente all'insegnamento del metodo. Oggi il cinema non è più solo Roma o quel corridoio affollato. Oggi sono le accademie e sono i giovani che hanno capito che lo strumento del cinema è un modo di vivere la vita. A questi ragazzi desidero non insegnare me stesso o le mie esperienze, non imporgli cosa sia importante conoscere sulla sola base dei miei punti di vista, e non desidero per loro che percorrano per forza e inutilmente la strada della gavetta, che se pure utile e fortificante, oggi appare anacronistica, in un ambito nel quale preparati o no, i ragazzi usano macchine digitali dalle capacità sorprendenti e un linguaggio della distribuzione dei loro contenuti che non possiamo ignorare, pena aver poco da insegnare. 

 

Il mio obiettivo è "insegnare loro ad imparare".Sono convinto ci sia bisogno di educarli alla ricerca personale, e al coraggio di cercarsi dentro e trovarsi anche fragili ma coraggiosi al punto da scommettere proprio sulle loro fragilità. La differenza tra un insegnante e un maestro consiste nel fatto che il secondo, oltre alle informazioni, aiuta a trovare la propria strada, non ne indica una... peggio ancora  la sua.

Il corso di organizzazione che tengo nell'Accademia Cinema Toscana, prevede lo studio di materie come la "logica dell'organizzazione", lo studio dei flussi negli eventi produttivi, l'analisi e la gestione del team di sviluppo e di lavoro, "logica delle strategie miste e pure", "teoria dei giochi",  le linee produttive e il linguaggio dei prodotti, l'analisi del fenomeno "produzione" nell'immenso contesto social,  insieme ovviamente alle basilari regole della organizzazione esecutiva del film.

Io amo il cinema non per il film. Non ho mai amato davvero i film. Per me sono solo uno strumento di conoscenza e di indagine del mondo e della vita. 

Da molti anni insegno presso Accademia della Pubblicità, TOUCH - LAB, (Fucecchio - FI) "semiotica e semiologia dello spot pubblicitario". Il percorso punta a fornire gli strumenti fondamentali e approfonditi della crezione di uno spot pubblicitario, a partire dal concetto di "segno". L'immagine viene studiata in tutte le sue forme di rappresentazione e raffigurazione, gli stili, la storia dello spot come fenomeno di costume.

L'ultimo aspetto non meno importante, e senza dubbio chi sta leggendo questo sito se ne sarà accorto, è rappresentato dall' attività sempre più pervasiva nella mia sfera professionale dello studio storico e antropologico, insieme sociale e culturale del fenomeno della criminalità organizzata ed in particolar modo della mafia di Cosa nostra.

strategia e condotta

I gruppi si muovono come personalità complesse e producono effeti complessi. 

Il percorso suelle strategie comincia dallo studio delle principali strategie dei giochi e dalla loro classificazione. Suddivide in Mista e Pura la grande categorizzazione stratetica e passa in rassegna fenomeni naturali e artificiali ispirati a dette strategie. 

Si pone poi lo scopo di illuminare sulla condotta del team leader e sui modelli di management più fluidi. 

Motivazione e incentivi, percorsi critici, strategie oceano blu e One minute management, completano questo passaggio.

smiotica e semantica dello spot pubblicitario

A partire dal concetto di segno, un lungo e articolato percorso tra i simboli e i significati delle immagini dello spot pubblicitario.

Il percorso si snoda tra la storia dello spot sia come fenomeno necessario che come fenomeno di costume. La scietà raccontata e vista attraverso lo spot.

Tecniche di costruzione del messagio video pubblicitario e della scritura creativa di comunicazione per la pubblicità video.

Le storie in rete e l'universo social - web 

Docente del corso accademico

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Docente del corso triennale in produzione e organizzazione. 

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Niente ha reso contemporaneamente più piccolo e più grande il mondo, di quanto abbia fatto il web.

Il percorso individua le tappe fondamentali dell'evoluzione del web e la sua influenza nel mondo della produzione e organizzazione sociale e commerciale.

modelii organizzativi

Se fallisci nel prepararti, ti preapari a fallire.

Ogni prodotto ha una precisa identità e in ciò vanno trovati e progettati modelli di organizzazione ideali e funzionali. Non si può pensare di produrre e organizzare un film alla stregua di un telefilm, di una web serie o di un documentario. Il loro diagramma organizzativo è un codice genetico distinto. 

Il percorso applica le cononscenze acquisite negli altri step, allo sviluppo delle competenze per individuare e progettare i modelli che meglio rendono virtuoso il flusso di progetto di un prodotto video, sia esso destinato al mercato sia esso un prodotto di comunicazione in genere, 

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